American Hustle: l’apparenza inganna .. davvero

Con quattro attori in grandissima forma David O. Russell trova la chiave per il suo film migliore, un giudizio conciso quanto fedele di American Hustle – L’apparenza inganna.

Irving Rosenfeld ( Christian Bale ) ha sempre rubato per sopravvivere ma quando scopre che la truffa può rappresentare una vera e propria macchina da soldi, quella che prima era una necessità diviene un vero e proprio business che varia dalla vendita di quadri non autentici, spacciati per tali ( se il falsario è tanto bravo da eguagliare il pittore, chi è l’artista? Il pittore o il falsario? ), alla richiesta di piccoli acconti con la promessa, mai mantenuta, di farli fruttare. La sua incredibile propensione ed esperienza nel rubare, assume le fattezze di una vera e propria azienda quando conosce Sidney ( Amy Adams ), che diviene la sua compagna oltre che sua perfetta complice.

Ma l’illegalità del loro operato si intreccia improvvisamente con un agente dell’fbi, Richie Di Maso ( Bradley Cooper ) che, prima li incastra e poi li costringe a collaborare per una grande indagine contro pezzi grossi della politica tra cui Carmine Polito ( Jeremy Renner ), sindaco di Camden, una povera città del New Jersey. Il suo tentativo di darle splendore tramite investimenti esteri, incappa presto nella necessità di stringere rapporti con la mafia, dando all’agente Di Maso l’occasione per cominciare a tenerlo sotto stretta osservazione e, al più presto, riuscire ad incastrarlo. Fin qui nulla di strano, tuttavia il regista David O.Russell, ha messo in conto proprio tutto, anche il triste conflitto tra umanità e legalità. Se è vero che il sindaco è da tempo in giri illeciti, sono da tenere in considerazione i veri, nobili scopi della sua causa: ridar vita alla sua città, creare posti di lavoro, aiutare le persone.

Irving, si accorge di questo mentre, da infiltrato nel mondo di Carmine Polito per conto dell’agente Di Maso, comincia a capire che il sindaco, profeta del sogno americano, dell’aiuto reciproco, forse non merita di essere punito, non così tanto: c’è altro a cui poter dare la caccia. Così, l’abile truffatore, nonostante questo lo porti a rivelarsi e a perdere dunque la fiducia del sindaco, decide di mandare a monte l’indagine, oltretutto impaurito dall’imminente vendetta della mafia che, scoperto il piano, lo ucciderà. Elabora, come conseguenza ad una situazione che è divenuta ormai pericolosa ( la necessità é veramente la madre dell’invenzione ), un piano che limiti ad una breve reclusione il virtuoso sindaco e porti alla rovina l’ambizioso agente, permettendo dunque a lui e Sidney di riprendere la loro relazione e attività, legale stavolta e di continuare a praticare quell’amore l’uno per l’altra, tralasciato ma mai abbandonato.

Il pregio della trama consiste, oltre che nella sua vivacità stimolante, tinta da un pizzico di ironia, nella sua capacità di indurre ad una riflessione profonda. Il regista ci stuzzica, ci fa interrogare, sul conflitto tra legalità e umanità e sembra domandarci, quando i titoli di coda riaccompagnano lo spettatore nel mondo reale, “la legge è effettivamente un mezzo di giustizia tanto perfetto da classificare con esattezza l’illegale come obbligatoriamente sbagliato?” Dare una risposta é complicato, quasi impossibile, ma non cercarla, proprio questo, sarebbe illegale.

 

Ed infine la ciliegina su questa torta deliziosa: il monologo finale, il cerchio che si chiude.

Per quello che ho potuto vedere, tutti si imbrogliano a vicenda per ottenere quello che vogliono! Imbrogliamo anche noi stessi… ci convinciamo di cose, abbelliamo cose di cui non abbiamo bisogno e che non vorremmo, pur di farcele piacere! E non consideriamo il rischio, non consideriamo la sgradevole verità! Pensateci bene: stiamo tutti imbrogliando noi stessi in un modo o nell’altro, solo per poter tirare avanti.

C’è dunque anche una componente spirituale, un’idea di fondo e si può riassumere proprio nel titolo secondario del film: l’apparenza inganna … anche noi stessi.

 

Fabio Privitera

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4 risposte a "American Hustle: l’apparenza inganna .. davvero"

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      1. Continuerò senz’altro a tenere d’occhio il tuo blog: non solo per la bellezza dei tuoi post, ma anche perché sei uno dei pochi bloggers che ha l’educazione di rispondere ai commenti. Ovviamente, anche tu sei sempre il benvenuto nel mio blog. Grazie per la risposta! 🙂

        Piace a 1 persona

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