L’attimo fuggente: un film di formazione

L’attimo fuggente è un film di Peter Weir del 1989. È sconcertante, prendendo ad esame una pellicola di venticinque anni fa, quanto il regista abbia come viaggiato nel tempo, dimostrandosi attuale anche oggi, in una società che corre, che scappa, che non si guarda mai indietro, che vive all’inseguimento di attimi fuggenti. Ma ciò che fa riflettere ancor di più è la capacità di miscelare in una sola trama così tanta saggezza senza tuttavia appesantire, così tanti significati senza confondere, così tante illustri citazioni senza tuttavia peccare in originalità. Ne L’attimo fuggente c’è tanto, c’è la poesia, c’è la precarietà della vita, c’è la distinzione sociale, c’è la prospettiva delle cose, ma andiamo per ordine.

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La poesia 

Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino. Noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia ingegneria sono nobili professioni,necessarie al nostro sostentamento .. ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore .. sono queste le cose che ci tengono in vita

Fa sorridere che sia esistito nella storia qualcuno, Jonatan Evans Prichard,  che abbia realmente tentato di “spiegare” la poesia imprigionandola in un grafico e pure preteso di farla comprendere, di valorizzarla in modo assoluto, “come a crearne una Hit Parade“. Spero di essere già morto quando e semmai qualcuno riuscirà davvero a catalogare la poesia ma l’incredibile tasso di insensibilità che comporterebbe un tale risultato mi fa ancora dormire sonni tranquilli.

La precarietà della vita

Cogli la rosa quando è il momento, che il tempo lo sai, vola e lo stesso fiore che oggi sboccia, domani appassirà

Grazie ad un Dio non possiamo permetterci il lusso di aspettare a vita un’occasione che piova dal cielo, qualunque essa sia e dobbiamo piuttosto, oggi più che mai, assicurarci di non perdere il treno quando passa o, se non passa, creare noi stessi il nostro treno. Lo straordinario professor Keating, interpretato magnificamente da uno straordinario Robin Williams,L’attore, L’uomo .. IL capitano, cerca di impiantare nelle promettenti menti della Welton University la chiave per vivere, il trucco per fare della loro esistenza un qualcosa di migliore che macchine al servizio del sistema vigente.

La distinzione sociale 

Ci teniamo tutti ad essere accettati ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri, anche se ad altri sembrano strani ed impopolari. Come ha detto Frost “due strade trovai nel bosco e io scelsi quella meno battuta, ed è per questo che sono diverso“.

La società non deve essere il vincolo del soggetto ma il riconoscimento dei propri successi, anche quando derivano da idee più “strane e impopolari”. Frost è illuminante in tal senso: puoi scegliere la via più battuta e accodarti agli altri o metterti in gioco scegliendo l’altra che sarai tu a battere, certamente più impervia, oscura, rischiosa, tutte difficoltà ripagate con il successo se si arriva alla fine della strada, se si vince il peso imponente del conformismo.

La prospettiva delle cose 

Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a veder voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva

Molto spesso non esiste il giusto e sbagliato ma semplicemente il diverso, la differente opinione delle persone su determinati argomenti ed il ché è profondamente normale ma poco conveniente per il più forte. Imparare a rispettare le opinioni altrui è il primo passo per valorizzare le nostre, per contribuire a dare linfa vitale alle molteplici possibilità, alle varie alternative, alla libertà di poter scegliere quali teorie seguire e far proprie.

Tutto nel film di Weir sembra assumere le sembianze di un viaggio verso la coscienza, una pura coscienza di bellezza, viaggiando per la poesia, per la letteratura e per l’arte in generale, non dimenticando mai i nostri passi in quel percorso da seguire, perché è spesso gremito di celati e precari attimi fuggenti che non dobbiamo rischiare di perderci.

Fabio Privitera

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