Il ( Non ) Festival del Primo di Maggio

Una scomoda indiscrezione sta negli ultimi giorni affliggendo Centuripe: quest’anno infatti, il paesino dell’entroterra ennese rischia di ritrovarsi senza una delle sue manifestazioni più importanti: il Primo di Maggio. Le varie  edizioni del festival, letteralmente “inventato” dall’associazione artistico-culturale Liberart, si sono svolte nel borgo di Carcaci per le prime due edizioni e negli anni a venire presso Villa Corradino, a Centuripe, riscuotendo un sorprendente e crescente successo che rischia di inciampare proprio nell’anno della definitiva consacrazione. Il problema è sempre il medesimo: la mancanza di fondi per sostenere l’iniziativa.

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Visibilmente indisposto e deluso, il presidente di Liberart, Vito Felice, che in un post sui social ha annunciato la scomoda prospettiva. “Per cause di forza maggiore, quest’anno, la Festa del Primo Maggio organizzata da Liberart Centuripe, probabilmente non prenderà il via. La rabbia maggiore è rendersi conto che sei edizioni, in cui abbiamo investito, per cui ci siamo impegnati e sacrificati,  evidentemente non bastano per essere degnati di considerazione e sostegno”. L’associazione pretende un intervento alla regione del sindaco Galvagno che ha prontamente proposto un incontro. “Sono certo – dice – potremo trovare insieme una soluzione per realizzare nel modo migliore il Festival”.
La prospettiva di una mancata festa del Primo di Maggio ha letteralmente scosso l’associazione Liberart che ha espresso il proprio urlo di protesta con la creazione di un evento provocatorio su Facebook ( Il Non Festival dell’1 Maggio ) e di un hashtag, #iostoconliberart che sta da qualche giorno coinvolgendo l’intera social community centuripina e non solo. Di fatti numerosi artisti ( Meganoidi, Giufà, Riot Villavecchia, Ven hobb, Figli dell’officina ) e addirittura il Lennon Festival, hanno risposto all’appello, offrendo il proprio appoggio sui social. La vicenda ha ben stimolato una mobilitazione generale, l’intera Centuripe è unita per un obiettivo comune: salvare il suo Primo di Maggio.

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Osvaldo Risiglione, ex vice-presidente di Liberart, nel lanciare sui social la protesta, ha rappresentato a pieno titolo la determinazione che la comunità centuripina sta dimostrando, appigliata alla speranza di tenersi stretto questo festival. Così interviene il candidato sindaco alle elezioni comunali del Maggio 2015, nel mostrare la sua rabbia. “Il Primo di Maggio è un evento creato dal nulla, che nulla ha mai chiesto in cambio, e che ha sempre servito questo paese, nonostante l’indifferenza spesso perpetrata dai nostri giovani e dalle nostre famiglie. Un Festival che si è evoluto senza mai pesare sulle casse comunali, spesso aiutato dai commercianti, sempre dai bar, altre volte da semplici cittadini, raggiungendo livelli d’offerta artistica altissimi per il nostro paese”.

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 Alcune tra le favole più belle, celano un finale indimenticabile; il Primo di Maggio, per ciò che ha dato, per ciò che è stato, lo si può considerare, una favola .. ma con un lieto fine a rischio. Io sto con Liberart perché i finali malinconici non mi son mai piaciuti, soprattutto se la storia in questione era in parte anche mia. 

Fabio Privitera 

 

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