Lettera di delusione/speranza sociale

Se è questa la società del progresso allora voglio regredire

Osservo ciò che accade quotidianamente intorno a me e un accenno di amarezza si insedia nella mia mente costernata per una condizione sociale di cui certo in pochi andrebbero orgogliosi e che mi aliena da ciò che mi circonda. Portiamo per natura tutto al limite estremo, fino a trasformarlo e comprometterlo irrimediabilmente, fraintendendo di continuo il senso delle cose, le intenzioni delle persone, i loro modi di essere. Vogliamo troppo, lo vogliamo subito, siamo incapaci di innescare meccanismi di selezione intelligente negli interessi, nei comportamenti e nelle compagnie, perché questi dannati o benedetti anni duemila ci hanno dato in pasto la convinzione che non si debba perdere tempo, non fermandosi mai un attimo .. ma noi lo abbiamo frainteso e allora abbiamo preso a correre, a correre e a correre, senza rispettare precedenze negli incroci, senza capire davvero verso dove o cosa eravamo diretti, mossi dal solo interesse competitivo di arrivarci prima degli altri. D’altronde, come fare diversamente in un’epoca che ci ha letteralmente cresciuti a pane e velocità? La velocità, in tutto: internet più veloce, processori più veloci, auto più veloci. Sarebbero sviluppi graditi se, indovinate un po’, non avessimo frainteso pure questo. Ci hanno dato l’efficienza e noi l’abbiamo fraintesa per velocità. Siamo diventati veloci ad iniziare e a finire qualcosa, si tromba subito e subito ci si dimentica di chi abbiamo trombato, come fosse una fiera. Sono ovviamente in disaccordo con la castità dei nostri nonni, perché era impossibile continuare a pensare che per avere un pompino da tua moglie avresti dovuto buttare sangue per almeno dieci anni tra il lavoro e i figli che piangono perché hanno fame ma è sconcertante e deludente sapere quanto sia facile avere un rapporto sessuale oggi. Devo essere sincero, questa prospettiva, soprattutto dalla parte parte di una donna che è colei che per natura “si concede”, mi nausea.

Se gli uomini conquistano tante donne sono playboy; se le donne conquistano tanti uomini sono puttane

questo lo sfogo di molte, assolutamente comprensibile e per certi versi corretto … per certi versi. Guardate che il motivo per cui non dovete né potete svendere ciò che avete tra le mutande è lo stesso per cui è scandaloso, per un uomo, picchiare una donna: una donna è un’insieme di valori, di bellezze e di segreti che non ha eguali nella storia della creazione ma voi, come noi con il genere uomo, state infangando il genere donna. Il mondo, la società, hanno compreso in passato l’evidente e ingiusta situazione recessiva della donna nei confronti dell’uomo e così, puf, emancipazione della donna, un’ambizione di importanza storico-umana impressionante, fin quando, udite udite, non viene però fraintesa e allora è come se gran parte delle donne non capisse che emancipate vuol dire essere libere, non libertine. Le grandi donne i cortei li facevano per concedervi il diritto al voto, per rimuovere lo scarto che vi separava dagli uomini, non per farvi sfilare le mutande 3 volte a settimana da 3 persone differenti. Ma anche a voler infondere un po’ di dolcezza, esaminando tutti quelli che hanno ancora il coraggio di innamorarsi, troviamo gente che ha frainteso il condividere con lo spacciare, la nostra vita e la nostra privacy nel caso specifico. Tutte queste foto dei vostri momenti; okay una, okay due, okay tre, poi però basta! Perché avete bisogno di mettere gli altri al corrente della vostra vita, della vostra intimità? Qual è il senso di questa ridicola mostra? Cosa comportano pochi o tanti like nella vostra relazione? Per la felicità non serve un click. Smettetela di esporre la vostra vita in vetrina, perché conoscervi deve essere una conquista per gli altri, devono conquistarsi la possibilità di conoscervi a fondo, di guadagnarsi il vostro tempo e i vostri spazi. Noi invece permettiamo a chiunque di studiarci, di conoscerci, di piombare sulle nostre vite senza bussare alla porta. Potenzialmente uno sconosciuto potrebbe sapere tutto di noi dando semplicemente un’occhiata al nostro profilo Facebook: chi siamo, dove siamo, cosa ci piace, le nostre relazioni familiari, i nostri pensieri. La società costruita sull’apparenza, in cui è più importante apparire che essere.  Siate profondi, sensibili, grati, cortesi, lasciate perdere questa storia della quantità e selezionate piuttosto, restringete il campo, circondatevi di persone valide e, se amate qualcuno, tenetevelo stretto e imparate a distinguere le semplici fantasie da quelle che invece sono realtà stabili e valide. Siate ciò che di meglio il mondo abbia potuto partorire, siate inviadibili non invidiosi. Siate leggeri e non superficiali. Siate efficienti ma non veloci. Siate libere e non libertine. Impegnamoci ad essere la parte migliore di noi stessi, per splendere .. ma soprattutto per illuminare e salvare ciò che ancora risiede nell’ombra e che da essa sembra non riuscire più a salvarsi.

Fabio Privitera

  • Voglio aiutarlo ..
  • Perché?
  • Perché ho bisogno di credere che sia recuperabile

 

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2 risposte a "Lettera di delusione/speranza sociale"

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  1. Di solito le esternazioni di questo tipo est inutile commentarle, ma conoscendo l’età e la sensibilità di Fabio mi permetto non di fare un commento ma di aggiungere l’ultima riga (sarebbe opportuno che l’uomo /donna mettesse in atto i dieci comandamenti).

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    1. Ciao Gaetano! Innanzitutto piacere di conoscerti, ti ringrazio per il commento e comunque si; applicandoli alla lettera tutto si ristabilirebbe! Purtroppo però vaghiamo nel limbo dell’utopia e dobbiamo accontentarci di ciò che abbiamo e valorizzarlo o magari provare ad influenzarlo positivamente, come cerco di fare da tempo.

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