Fabio Abate: “principe libero” della musica catanese

La musica, quella vera, quella carnale, quella che accompagna la mente come in un sogno, esiste ancora,  celata al seguito di un alto divisorio, oltre il quale sorge un rifugio per anime sensibili che non sentono ma ascoltano, che non vedono ma osservano, un luogo sacro che Fabio Abate mi ha permesso di scoprire.

Fabio Abate è un cantautore catanese che vanta, tra le numerose collaborazioni, quella illustre con Carmen Consoli, un incontro da cui è nato il disco e progetto Itinerario precario, prodotto da Massimo Roccaforte, Puccio Castrogiovanni e dalla stessa cantautrice di Parole di burro.  A consacrare definitivamente l’artista è stata senz’altro la candidatura del brano Senza farsi male al Premio David di Donatello come miglior canzone originale per il film L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi.

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Domenica sera Fabio Abate ha portato la sua musica e l’arte al centro culture contemporanee Zo di Catania, un appuntamento la cui apertura è stata terra di Roberta Finocchiaro, esibitasi nella spontanea celebrazione di un talento che non sceglie chiunque per rendersi manifesto e che le ha permesso di rendere piacevole e anche più, l’attesa per il protagonista di serata.

L’esperienza musicale di Fabio, ha offerto un’estraniante ma liberatoria proiezione mentale, uno stato sensibile e intellettivo di evasione: la musica come esperienza, come potrebbe esserlo la pace del suono delle onde, la tenerezza delle carezze del vento, la pastosità del colore delle passioni. Melodie dunque ma anche immagini, quelle che Nunzio Papotto ha dipinto durante l’esibizione, dando voce a ciò che il suo innato portamento artistico gli suggeriva. I musicisti suonano corde, tasti, Papotto i pennelli, creando, da demiurgo con jeans e cappello, uno scatto pittorico del momento, cui si è aggiunta un’ulteriore componente artistico-culturale che, soprattutto in terra nostra, ha una storia, una credibilità, una coscienza: i pupi siciliani, letteralmente animati dal mastro puparo Marco Napoli durante alcuni dei brani.

 

I componenti della band, squadra di sognatori al seguito di Fabio Abate, sono stati: Salvo Abate ( piano e cori ); Ezio Barbagallo ( basso ), Cristian Falzone ( batteria ) e Adriano Murania ( violino e chitarra ). Anche loro mi hanno accompagnato nella sorprendente scoperta di questo cantautore, emblema di una scelta, quella dell’originalità, oggi rara e coraggiosa, respiro affannato ma incessante di una musica che non ha timore di morire ma scava nella terra a mani nude per trovare la luce del sole.

Fabio Privitera

Scopri alcuni dei brani di Fabio Abate cliccando sulle immagini.

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Gli scatti presenti in questo articolo non sono di mia proprietà e sono utilizzati a scopo esclusivamente informativo.

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