Cesare Cremonini: un successo “più che logico”

E’ il 6 maggio 2014 quando viene pubblicato Logico, quinto album da solista di Cesare Cremonini, definitiva esplosione del cantante bolognese che, proprio grazie a questo progetto, viene premiato agli Onstage Awards nelle categorie “miglior artista italiano”, “inno live dell’anno” e “miglior tour”. Proprio l’ultimo riconoscimento riserva una preziosa sorpresa ai fan e agli appassionati di musica in generale, quando ci si illudeva che la vena creativa del cantautore si fosse quietata: il 26 maggio 2015 viene infatti pubblicato “Più che logico”.

L’album.   Comprende 3 cd, di cui uno riservato a 4 inediti mentre gli altri due contenenti la registrazione del Live di Torino, Novembre 2014, dunque in pieno Logico tour, una scelta giustificata dall’artista affermando che “Il tour ( della consacrazione ) che mi aveva visto arrivare all’Arena di Verona tre anni fa, era partito proprio da Torino; è in qualche modo, una forma di rispetto e gratitudine verso questa città”. Il dualismo musica – poesia riscontrato sin dai primi brani, dà spazio a quello fra musica e letteratura nelle circa 60 pagine comprese nel “triplo album”, un racconto   accompagnato da varie immagini di ciò che il cantautore bolognese vive prima, durante e dopo un’esibizione,  insistendo dunque sul valore estremamente elevato che Cremonini associa al live, un momento unico, irripetibile, contornato da sensazioni ed emozioni sottili ma più che mai presenti in un’esperienza come può essere quella di un concerto.

Il rapporto con il pubblico.   Il successo è spesso una componente che passa non solo dal talento musicale ma, oggi più che mai, anche dal verbo “coinvolgere”, fondamentale perché chi assiste possa trovarsi nella condizione di considerare indimenticabile un concerto e anche in questo Cremonini è stato all’avanguardia, imbastendo un percorso che faccia del cd un fiume affluente nel mare del live, insomma due elementi contingenti, legati l’uno all’altro. Si dimostra inoltre un artista responsabilmente tecnologico nel considerare qualunque effetto speciale solo uno strumento al servizio del pubblico, esclusivamente qualora funga per esso la funzione d’ausilio nel recepire la componente musicale: la musica è tutto, poi c’è lo spettacolo.

Cesare Cremonini ha nuovamente fornito al panorama musicale italiano un’esperienza entusiasmante, valida, impegnata ma leggera, matura ma giovanile, inalando linfa vitale in un contesto che rischiava di rimanere terra dei predoni da talent e di una cristallizzata generazione musicale. Una dolce marmellata, “quella che ci nascondeva” chissà chi in una credenza impolverata, di cui qualcuno ha fortunatamente aperto uno sportello per il pubblico che, senza troppi sforzi, “l’ha trovata”.

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