Di Caprio e Morricone: le due stelle nella notte degli Oscar 

L’Oscar? È nelle mani di Dio.

Parole di Leonardo Di Caprio all’uscita di “The revenant“, ultimo film diretto da Alejandro González Iñárritu che, dopo Birdman, si ripete alla “miglior regia”. Lo stesso Dio che ha infuso una cometa di magia tra le armonie di un intramontabile Ennio Morricone ( Oscar alla “miglior colonna sonora  ), deve aver fatto un salto anche alla porta dell’attore italo-americano e gli ha conferito il primo Oscar della carriera, nella categoria “miglior attore protagonista”.

Cominciano i preliminari delle premiazioni. Il flusso di celebrità attraversa un Red Carpet dal fascino unico, sotto scacco del gossip che adatta la manifestazione a sfilata di moda e si diletta a dare giudizi leggeri sulle star presenti all’ingresso felpato del Dolby Theatre. Per fortuna si tratta solo di un intermezzo e per la gioia di tutti coloro che mirano al verdetto finale nella notte degli Oscars, Cris Rock ( come nel 2005 ) dà inizio alla serata cinematografica più importante della stagione.

Stavolta sembra gravare qualcosa sulle imparziali responsabilità della giuria. L’attesa si fa pressione per l’intera sala, pronta ad assistere all’ennesima accanita fustigazione di uno tra i miglior attori viventi o alla sua definitiva consacrazione artistico-personale. Un’attesa simile, ma piena di religioso rispetto, viene evocata dal maestro Ennio Morricone, il talentuoso burattinaio dell’incanto. Stavolta però sorprese eclatanti non ce ne sono: le statuine del miglior attore e del miglior compositore, vanno proprio nelle mani di coloro a cui spettano di diritto.

Tuttavia se con Morricone non si può dar adito ad un minimo accenno di polemica, la premiazione di Di Caprio lascia in bocca lo strano retrogusto di un riconoscimento che ha estrema ragion d’esserci ma che non è di certo arrivato con il suo film migliore. Pur tuttavia, rimandare ancora non si poteva proprio: vince Leo che divide la scena con il maestro Morricone, per cui l’intera sala del Dolby spende una prolungata standing ovation ad una vera e propria leggenda vivente; il momento sfiora le corde della commozione e la scena, in mezzo agli innumerevoli fusti in smoking, se la prende l’anziano saggio della musica.

A prescindere dalle opinioni personali sulle singole capacità interpretative, non si può negare la pregevole fattura degli attori in nomination o comunque presenti, una consuetudine, questa rassegna,  che anche quest’anno ha rubato per qualche ora le maggiori attenzioni cinematografiche del pianeta. Si chiudono così gli Oscars 2016, contesi tra attori, uomini e leggende, quelle che si vedono nei film e che dagli stessi, traggono la linfa per diventare immortali.

Fabio Privitera

Qui i due momenti principali: la premiazione del maestro Ennio Morricone e dell’attore Leonardo Di Caprio. 

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